Semerssuaq*
Sono assolutamente il più grande pettinatore di bambole che sia mai nato in Armenia dallo scudetto della Sampdoria. Chi lo nega è un verme senza coglioni al soldo dei trotzkisti.

Il presidente del consiglio si reca a Viareggio per un sopralluogo e viene sonoramente fischiato dalla folla. Un fatto semplice e inconfutabile, ma non per i telegiornali nostrani, la prima e unica fonte di informazione per milioni di nostri connazionali.

Ecco qualche esempio dalle edizioni di ieri sera, martedì 30 giugno.

Tg1
Il primo telegiornale del servizio pubblico targato Minzolini dedica un brevissimo e omeopatico accenno alle contestazioni nei confronti di Berlusconi (minuto 12:35). Le immagini scorrono veloci sulla folla e la giornalista Grazia Graziadei glissa sull’accaduto dichiarando:

All’ingresso qualche contestazione e applausi per il premier.

Tg3
Il telegiornale della terza rete è l’unico a fornire una cronaca circostanziata dell’accaduto grazie al buon lavoro di Alessandra Carli (minuto 13:54), che riassume così la vicenda dei fischi e delle urla contro il premier:

Quando arriva dinanzi al palazzo comunale scoppia la tensione. Esplode la rabbia della popolazione, fischi e slogan vengono ripetuti più volte contro il presidente del consiglio, mentre un gruppo di persone risponde con applausi.

Tg La7
Il telegiornale di Telecom Italia Media dedica appena un accenno alla vicenda, proponendo alcune confuse immagini della folla che contesta Berlusconi, il giornalista aggiunge didascalico:

Sono le contestazioni che hanno accolto l’arrivo del presidente del consiglio.

L’apoteosi giunge dalle reti Mediaset. Mentre il Tg4 decide di non fare alcun cenno alle proteste del pomeriggio contro il premier, StudioAperto e Tg5 si spingono oltre ribaltando la realtà e prendendosela con i contestatori.

StudioAperto
In collegamento da Viareggio, il giornalista Enrico Fedocci commenta le immagini di Berlusconi intento a far visita alle aree colpite dall’esplosione della cisterna di GPL (minuto 9:58). Il cenno alle contestazioni è molto breve e viene sfruttato per accusare il nutrito gruppo dei contestatori:

Ma il dramma di questa gente e i tanti morti di questa sciagura non hanno impedito a un gruppetto di persone di fischiare Berlusconi.

Tg5
Il meglio riesce a darlo il telegiornale dell’ammiraglia Mediaset. In un servizio interamente dedicato alla visita di Berlusconi a Viareggio, il giornalista Matteo Mastromauro arriva a definire “facinorosi” i contestatori e a contrapporli ai “normali cittadini”:

Unico neo in una giornata che doveva essere dedicata solo al silenzio e alla memoria delle vittime, da segnalare la contestazione di un gruppo di facinorosi nei confronti del premier. Contestazioni cui hanno risposto comuni cittadini, che hanno invece apprezzato la tempestività della visita di Berlusconi.

Insomma, quando la notizia non può essere facilmente occultata può sempre essere ribaltata a favore del premier. Bastano un microfono, un pizzico di faziosità e un gran bel pelo sullo stomaco.

Pettinare la realtà, via: cattivamaestra (via curiositasmundi) (via 3n0m15) (via hneeta) (via batchiara) (via davideleonelli)
Se dovessi dare 1.000 euro a ciascuna di quelle che non si sono trattenute, avrei bisogno di Bono in favore dei debiti del 3mondo
Palmasco nei commenti alla telenovela Berlusconi-D’Addario. Io solo non ho capito perché questa doveva chiamarsi Alessia e non Patrizia.
oskarnrk/paulthewineguy:

Armi di distrazione di massa [via albo]

oskarnrk/paulthewineguy:

Armi di distrazione di massa [via albo]

Considero un errore fare il conto della spesa dei comportamenti di Berlusconi. Perché quello che fa paura non sono le cose belle o brutte che fa, ma la volgarità, la cultura, il senso della vita che esse esprimono. Berlusconi va battuto non per quello che fa, ma per quello che produce e che ha già contagiato tutto il Paese. Parlo di quella cultura della pacca sul sedere, della barzelletta inutilmente triviale e sempre e dovunque tu ti trovi, come quando liquidò Obama dicendo che era bello e abbronzato. La cultura delle promesse a questa o quella ragazza di darle un posto in tv o in Parlamento, che per lui sono la stessa cosa. La cultura dell’uomo che va in giro con la valigia piena di gioielli per elargire regali. E’ la cultura di chi si presenta nelle vesti dell’imbonitore.
Dario Fo su Repubblica (via pestoverde)
Mia figlia è cresciuta alla luce del Vangelo e nel mito di Berlusconi”. Però Gesù si fece processare.
Spinoza commenta le dichiarazioni della mamma di Noemi
Franco Portinari